Come scegliere collaboratori validi e funzionali al tuo centro

Una delle questioni più complesse nel mondo del business è sicuramente quella di trovare dei collaboratori validi, di fiducia e che siano veramente utili alla tua attività.

Un centro Rugbytots, è basato sul lavoro di squadra, nel più classico dei valori sportivi.

Saper creare un team valido coeso, affiatato ed efficiente è l’obiettivo primario di ogni manager Rugbytots che voglia un centro di successo.

La casa madre infatti ti mette a disposizione tutto ciò che è necessario per saper individuare il giusto profilo e sapere quali sono le mansioni da svolgere all’interno dell’attività.

Ma come si trova un collaboratore degno di questo nome?

È sicuramente un lavoro di ricerca, di tentativi e di tanta pazienza.

Bisogna trovare la persona col giusto livello di engagement e che sposi in pieno la filosofia e il progetto Rugbytots.

Ma a volte non basta.

“Com’è che ho tanta difficoltà a trovare collaboratori e tanta facilità a perderli?”

Troppe volte mi viene chiesto come mai sia così difficile trovare qualcuno che voglia impegnarsi nel lungo termine, e che si appassioni all’attività.

I segreti sono essenzialmente due:

    1. Formare la persona
    2. Delegare il lavoro e quindi responsabilizzarlo

 

1 – Formare la persona

Quando parlo di formare la persona non intendo insegnargli il programma, il metodo e così via, questo è scontato fa parte delle procedure, se devi fare i gelati è nomale che ti insegno come farli e come servirli.

Quando parlo di formarli, intendo formare la persona all’impersonare quel ruolo, ispirarlo e trasmettergli tutto quello che sappiamo, e tutta la nostra esperienza.

Se pretendiamo da un collaboratore che cresca all’interno dell’attività, e quindi dargli maggiori responsabilità, dobbiamo metterlo nelle condizioni di gestire tutti gli aspetti dell’attività, difficoltà incluse.

Ti faccio un esempio pratico: se vuoi che uno dei tuoi coach ti aiuti a trovarti nuove sedi dove lanciare i corsi, non ti basterà dargli la procedure e lo script di colloquio.

Dovrai insegnargli a comunicare nel modo in cui comunichi tu, a gestire obiezioni nel modo in cui le gestisci tu, e dovrai lasciargli la responsabilità del risultato.

Se invece rimane la persona che ti trova una location e poi fai tutto tu: trattativa -> negoziazione economica -> contratto, difficilmente lo motiverai a fare da sé, visto che tanto non farà da sé ma interverrai sul più bello.

La cosa è strettamente legata al secondo punto ovvero la DELEGA.

2 – L’arte della delega

Delegare è un arte e molti non sanno neanche dove ha inizio.

La regola prima del delegare è domandarti: “Come posso non fare nulla e far fare tutto ai miei collaboratori?”.

Lo so, può sembrare eccessiva e contro-intuitiva ma ti assicuro che tutto parte da qui.

Solo quando avrò capito come posso NON fare determinate mansioni e lasciarle ad altri che riuscirò a delegare.

La delega passa per la fiducia, e per la voglia di far crescere i collaboratori a scapito del risultato; ebbene si: far crescere dei collaboratori fa perdere e o rallentare un obiettivo.

Se vuoi tagliare quintali di legna ogni tanto devi fermarti e affilare la lama altrimenti taglierà male e più lentamente.

Mi segui?

Personalmente ho la fortuna di gestire direttamente più di un centro Rugbytots, tra cui quello di Roma che è il secondo più grande d’italia con lezioni in 15 location, 25 coach e più di 400 bambini per singola stagione sportiva.

Ebbene io:

  • Non conosco neanche un genitore
  • Non conosco neanche un bambino
  • Non faccio una sola lezione
  • Non conosco neanche tutti e 25 i coach.

Solo se ognuno fa il suo pezzetto, si chiama: “Lavoro di squadra”.

Sulle prime può sconvolgerti la cosa, eppure è l’unico modo che conosco per gestire tutto e far funzionare questo centro di Roma, più un altro centro (Napoli) e altre attività.

C’è chi si occupa delle famiglie e chi dei coach, e permette a me di avere tempo di qualità per la gestione amministrativa, fiscale e del team nel suo complesso, quindi anche tenere in piedi la Mission e l’engagement generale.

Insomma posso occuparmi del personale e della sua motivazione.

Quindi per riassumere:

-> 1. Forma il tuo personale al meglio:

Un po’ come se fosse tuo figlio, delega e responsabilizza, fai in modo che si assuma la responsabilità e fai in modo che possa sbagliare, solo così potrà crescere.

-> 2. Ti troverai nella maggior parte dei casi a lavorare con giovani tra i 20 e 25 anni.

È una generazione che non ha gli status sociali che c’erano 20-30 anni fa. Questi di oggi sono ragazzi che – non motivati da te pagandoli e trattandoli da capo – andranno via presto.

Vogliono essere pagati bene, avere la flessibilità di farsi i weekend fuori o anche delle settimane di assenza. Vogliono sentirsi importanti, benvoluti, vogliono sentire che fanno parte di qualcosa di più grande, di una famiglia.

Se li saprai prendere nel giusto verso, sappi che sono instancabili lavoratori e pronti a fare decine di rinunce.

Sanno cosa vuol dire raggiungere un obiettivo e sudare per ottenerlo, sta a te tirare fuori il loro entusiasmo trasmettendo semplicemente il tuo.

Se fai fatica a seguirmi leggi quest’altro articolo che va più in profondità sul perché non tutti sono eleggibili per lavorare con te.